Ritardi Ersu, la nostra battaglia continua

Volge al termine una lunga giornata di battaglia nel corso della quale la Rete Universitaria Nazionale si è distinta per la devozione mostrata a sostegno della causa che dovrebbe rappresentare l’acme di ogni battaglia studentesca: la difesa incondizionata del diritto allo studio. Memori del significato etimologico del fare rappresentanza, i componenti della RUN hanno sentito nel cuore l’esigenza di farsi portavoce delle istanze dei tanti studenti che sono ancora in attesa delle borse di studio. Non si poteva attendere oltre, gli studenti meritavano una risposta.

La Rete Universitaria Nazionale ha così deciso di organizzare il simbolico estremo saluto ad un diritto che troppo spesso negli ultimi anni è stato calpestato e oltraggiato. Il sit-in di protesta è servito a scuotere il ramo amministrativo-gestionale dell’ERSU che , svegliandosi dall’immobilismo e dal torpore degli ultimi mesi, ha prontamente concesso un incontro-dibattito con gli studenti. Preso atto con amarezza dell’impossibilità di confrontarsi con la componente politica dell’ente, la quale probabilmente si troverebbe in profondo imbarazzo nel dover rispondere dell’inefficienza e della scarsa trasparenza del proprio operato, i membri della Rete Universitaria Nazionale hanno messo a dura prova i dirigenti presenti, i quali più volte hanno cercato, senza successo, di nascondersi dietro risposte vaghe, poco chiare e retoriche. L’insistenza dei componenti della RUN ha però prodotto gli effetti sperati, le risposte che gli studenti agognavano sono arrivate. Il colpevole ritardo dell’assessore regionale dell’Istruzione e della formazione professionale nel trasferire le somme ricevute dal MIUR all’ERSU e le mancate pressioni da parte dei quadri dirigenziali di un ente che, pur dipendendo dalla Regione, nasce con il dovere morale di garantire il diritto allo studio degli studenti meno abbienti, sono stati dimostrati, con numeri e documenti alla mano, dai componenti della Rete Universitaria tra l’imbarazzo generale dei dirigenti presenti. Il ramo amministrativo-gestionale dell’ERSU, messo alle strette dalle nostre domande incalzanti, ha dovuto con grande imbarazzo fare in primo luogo mea culpa per ammettere poi le evidenti colpe della componente politica dell’ente stesso e dell’ assessore. La dirigenza dell’ERSU ha infine comunicato che la prima parte dei fondi del MIUR, pari a 3 milioni di euro, sarà presto nelle casse dell’ente stesso, il quale procederà immediatamente al pagamento dei restanti vincitori e ad una parte degli idonei. Con la restante parte dei fondi del MIUR (circa 6 milioni di euro) sarà possibile pagare le ulteriori borse di studio al 70% degli idonei.

La Rete Universitaria Nazionale, tuttavia, non può dirsi pienamente soddisfatta. Gli scenari che ci sono stati prospettati sono tutt’altro che rosei: la premialità è stata irrimediabilmente messa a rischio dall’immobilismo dell’ERSU. La Rete Universitaria Nazionale rimane vigile nella speranza che vengano pagate in tempi brevi le borse di studio restanti. La difesa del diritto allo studio rappresenterà sempre il punto focale del nostro modus operandi.

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