Unipa apre le porte: agevolazioni per i meritevoli e i meno abbienti, stangata per i fuori corso

L’Università di Palermo apre le porte agli studenti e lo fa in un modo più unico che raro nel panorama accademico nazionale: premiando gli studenti meritevoli e i meno abbienti. Una netta inversione di tendenza che potrebbe aprire un circolo virtuoso in un momento in cui la crisi economica ha fatto registrare allarmanti picchi del 20% di iscrizioni in meno al Sud rispetto al periodo immediatamente precedente alla recessione. Dopo anni caratterizzati da nefasti tagli all’università e alla ricerca, nel corso dei quali lo slogan “Con la cultura non si mangia” era divenuto l’inquietante pietra miliare di certa politica nostrana che non perdeva occasione per calpestare il diritto allo studio in quanto veicolo di riscatto sociale ma soprattutto di una coscienza civica più matura e critica, avviene che, per una volta, l’ateneo di Palermo si erige a modello da imitare senza riserve in quanto i bisogni delle famiglie numerose e meno danarose, nonché degli studenti più meritevoli, dunque delle eccellenze in fieri che potrebbero, nel prossimo futuro, rendere grande il nostro Paese, divengono per una volta la priorità. Un’università a misura delle famiglie, che si apre ai talenti piuttosto che  chiudersi nei circoli ristretti dei baronati dove la meritocrazia è sempre stata una sconosciuta cui sbattere la porta in faccia. La Butterfly for University, che ha sempre premesso la difesa del diritto allo studio nelle sue relazioni col mondo accademico palermitano, rifiutando qualsiasi forma di compromesso, a tal proposito non può che ritenersi soddisfatta delle agevolazioni annunciate.  Gli studenti che si immatricolano con un voto di diploma compreso tra 95 e 99 avranno diritto alla restituzione del contributo di partecipazione al test di ingresso. Per coloro che hanno conseguito un voto di diploma pari a 100 va fatta una distinzione tra chi rientra nelle prime tre fasce di reddito e chi, invece, appartiene ad una fascia compresa tra la quarta e l’ottava. I primi, infatti, avranno diritto alla restituzione del contributo di partecipazione al test di ingresso, nonché alla seconda rata delle tasse e dei contributi per l’immatricolazione; i secondi, invece, si vedranno restituire soltanto il contributo di partecipazione al test di ingresso. L’istituto bancario Credem ha inoltre previsto un finanziamento di 1.500 euro a interessi zero da restituire entro 12 mesi per il pagamento delle tasse universitarie, eliminando ciò che in tempo di recessione ha rappresentato una vera e propria zavorra per tante famiglie italiane. Quello di cui la Butterfly for University non può invece essere assolutamente soddisfatta è l’aumento compreso tra i 50 e i 200 euro delle tasse per i fuori corso. Se tale iniziativa vuole essere un incentivo per gli studenti fuori corso, bisognerebbe ricordare agli alti vertici dell’Università di Palermo che l’inquietante percentuale dei suddetti non può essere spiegata se non con argomentazioni incentrate sulle storture e inefficienze dell’ateneo palermitano. Altro che dulcis in fundo, come nella migliore tradizione italiana, la boccata amara arriva alla fine e la soddisfazione iniziale lascia il posto al rammarico per l’incredibile capacità dei quadri dirigenziali del Paese di rovinare tutto proprio sul più bello.

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